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28/05/2010
E' giunta l'ora dell'auto elettrica?
intelliGO presente a Lecce per il Festival dell'Energia
auto elettrica
 
intelliGO ha condotto per conto di FederUtility una indagine presso le Utilities locali su tutto il territorio nazionale.
 
Dalle interviste emerge come aldilà di alcune realtà come la milanese A2A o la bolognese HERA, non esistano che pochi progetti e poche esplorazioni circa lo sviluppo di infrastrutture di ricarica per le auto elettriche.
 
Questo è dovuto a tre aspetti:
1.       molte di queste utilities sono ancora alle prese con processi di ristrutturazione interna dovuta al passaggio ad una gestione privata
2.       sono realtà troppo frammentate e quindi difficilmente riescono a destinare fondi e tempo per questo tipo di progetti
3.       si ritiene l’auto elettrica come un’area di sviluppo interessante, ma ancora troppo distante nel tempo
 
In parallelo intelliGO ha condotto 450 interviste presso possessori di auto utilitarie nelle città di Milano e Roma da cui  emerge come il mercato chieda due cose: che i produttori offrano batterie efficienti e che qualcun altro organizzi efficientemente le infrastrutture per la ricarica.
 
Quest'ultimo aspetto è cruciale per stimolare e consolidare la predisposizione verso l'auto elettrica.
Dalle risposte raccolte il mercato, nelle sue modalità di utilizzo dell'auto, pare predisposto alla mobilità elettrica:
- si percorrono mediamente nelle grandi città 37 km (l'autonomia di una batteria è tre volte tanto)
- si lasciano in sosta di giorno le auto in media 6 ore (una ricarica può avvenire all'incirca in questo lasso di tempo)
- metà degli automobilisti dispone di un garage (dove ricaricare l'auto)
Dall’esplorazione circa le possibili ricadute sull’immagine delle utilities che decidessero di investire in infrastrutture per la mobilità elettrica, se ne ricavano dati molto stimolanti. Il 47% degli intervistati hanno dichiarato che “contribuirebbe alla salvaguardia dell'ambiente” il 44% che si tratterebbe di “investire nel futuro con lungimiranza”, mentre solo il 7% che “si anticipano troppo i tempi” e il 3%  che“sarebbero soldi buttati”.
A compimento di questa fase di Ricerca esplorativa, l’analisi della rassegna stampa sull’elettrico (Febbraio-Maggio 2010), ha evidenziato come grandi aziende internazionali(come Enel, Endesa, Acciona) e realtà pubbliche di medio-grandi dimensioni (Regione Piemonte, Municipalità di Roma) siano già attive in questo ambito.
 
 
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