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29/04/2008
Web o questionario cartaceo? Una esperienza di intelliGO nel settore Automotive
Questionario di carta o schermo del computer? Tradizionale intervista face to face oppure metodologia CAWI (Computer Aided Web Interview)? E’ una domanda che negli ultimi anni viene rivolta sempre più spesso agli istituti di ricerca, grazie all’avanzamento della tecnologia web e della diffusione di internet. intelliGO ha avuto l’occasione di condurre un test i cui risultati sono apparsi di notevole interesse: internet può essere una valida alternativa alle ricerche più tradizionali purché si presti attenzione alle particolarità delle due tecniche. Abbiamo partecipato alla conduzione di uno studio sul car-design in Italia ed in Europa e nel nostro paese abbiamo utilizzato contemporaneamente due metodologie, mantenendo identica una sezione del questionario: interviste tradizionali faccia-a-faccia (F2F) su un campione, e su internet (WEB), per un altro. Dodici domande misuravano le preferenze su altrettanti stilemi di design (dalla linea affusolata alle linee spigolose e geometriche…), proponendo agli intervistati una scala di gradimento da un minimo di 1 ad un massimo di 10. Tecniche diverse hanno portato a risultati diversi… Il grafico di fianco visualizza i risultati del confronto (per zoomare cliccare sul grafico). Innanzitutto i rispondenti della F2F sono stati più “indulgenti”, fornendo sistematicamente voti più alti rispetto a quelli della web (nel grafico - i voti – analizzati con un modello statistico regressivo- della F2F sono quasi tutti sopra la linea rossa, indice di valori superiori alla web). Differenze che risultano importanti sugli item con voti più bassi e meno su quelli con voti più alti. nota statistica: tra Web e F2F in questo caso è presente un fattore di circa 1,5. L'inclinazione della retta regressiva è presente ma è minima. Dal test è emersa una differenza a nostro parere ancora più importante: il rispondente medio della WEB ha utilizzato la scala 1-10 con maggior estensione, utilizzando media 5 voti sui dieci possibili. Nell’indagine personale F2F invece, le risposte si sono Alcune spiegazioni plausibili: lo schermo di un computer permette di visualizzare davanti ai propri occhi la scala, con tutti i suoi 10 voti e risulta più semplice spaziare visivamente dal minimo al massimo, graduando poi con maggior precisione la propria risposta. Si ha anche maggior tempo e calma nel rispondere, anche ad una lunga serie di domande (nel nostro caso testavamo dodici stili di design), permettendo risposte più differenziate. Nell’intervista personale, invece, l’intervistatore che pone le domande di fronte l’intervistato può indurre anche una lieve ansia, tale per cui quest’ultimo può tentare di semplificare il proprio compito rispondendo con un voto simile su molte domande in sequenza. Ma forse, ancor più, il non vedere la scala sullo schermo con i dieci numeri ma doverli immaginare mentalmente non aiuta a considerare confini più ampi e ci si concentra maggiormente sui voti già dati, discostandosi di poco da una monotonia di fondo. In sintesi: è possibile e talvolta lecito integrare dati provenienti da indagini WEB e F2F, purché si presti attenzione ai due aspetti sopra menzionati; magari usando nelle interviste F2F dei cartellini, che mostrino (con qualche corredo grafico) tutti i voti delle scale decimali, avvicinandosi alla condizione dell’intervistato di fronte allo schermo del PC. Ovviamente, nel caso in cui l'argomento sia fortemente legato ad aspetti visuali o multimediali (icone, foto, filmati, musiche,..), l'indagine Web può essere il media privilegiato. A maggior ragione quando si voglia focalizzare l'attenzione su target per definizione più orientati alle novità, al cambiamento, anticipatori di quanto, qualche anno dopo, potrebbe interessare una parte più ampia della popolazione. Chi fosse interessato ad avere qualche informazione statistico/tecnica in più può contattarci per e-mail riferendosi al titolo di questo articolo: intelligo@intelli-go.it. |