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6/02/2008
E se alle auto mancasse.... Una analisi con dati secondari
Nel campo automotive i dati pubblicati sono moltissimi e qualche volta danno la possibilità di effettuare analisi secondarie non di poco conto. La fonte: Ad esempio abbiamo rielaborato i dati presenti sul Libretto blu dell'affidabilità pubblicato da Quattroruote. Ogni anno il prestigioso mensile specializzato nell'auto, un punto di riferimento per chi lavora nell'automotive e per gli appassionati, pubblica i risultati sulla soddisfazione degli italiani per la loro vettura. L'adesione avviene tramite la compilazione di coupon cartaceo o accedendo al sito www.quattroruote.it. La validità dell'informazione: Di certo nessuno pretende che si tratti di un campione di rispondenti rappresentativo delle opinioni della popolazione italiana, qualcuno potrà anche avere dubbi sulla genuinità delle risposte, certo tutte segnalazioni che vanno tenute in debita considerazione. Noi della Automotive Business Unit di intelliGO riteniamo che il campione sia di certo un campione di appassionati automotive con una forte relazione con l'auto. Persone che per un qualsiasi motivo desiderano parlare della loro auto, e non solo quando sono insoddisfatti come vedremo. In sintesi quindi un campione che può essere considerato una via di mezzo tra trend setter e di esperti razionali,un campione di persone che comunque ha una sua opinione e che probabilmente gioca un ruolo importante nel passaparola. Una avvertenza è doverosa, i dati riportati non tengono conto dei differenti volumi di vendita, un parere sulla Grande Punto ha un valore ovviamente differente rispetto ad uno sulla Mercedes classe E. Suggeriamo quindi di leggere i dati semplicemnte come un dipinto a tratti sintetici su come i modelli sono stati valutati (che è differente dal dire che cosa pensa l'italiano medio della sua auto). Una sintesi di una serie di pagelline quindi. I dati raccolti: Quattroruote pubblica quindi i risultati scaturiti da questa partecipazione in un libretto sintetico che unisce, per ogni modello valutato con un minimo di casi (ci piacerebbe sapere quanti), da una parte la “voice of customers” e dall'altra le principali informazioni e suggerimenti provenienti dall'esperienza dello staff della testata. Un bel panorama a 360° quindi. L'approccio dell'Automotive Business Unit: Abbiamo raccolto i dati dei 35 modelli valutati (solo nei modelli più diffusi abbiamo le sintesi dei pareri dei guidatori, per i più recenti, con poche pesone che si sono espresse, abbiamo “solamente” il parere di quattroruote). Abbiamo inserito i dati in un foglio elettronico e, sia con l'utilizzo di grafici molto semplici, sia con l'ausilio di analisi statistiche complesse, abbiamo analizzato i risultati. I risultati: In seguito, osservando i risultati appare evidente che esitono delle aree sui quali i pareri sono quasi unanimi (in positivo od in negativo) indipendentemente dall'auto. Qui la statistica centra poco, basta il buon senso. Abbiamo quindi cercato di leggere i risultati approcciando con semplicità ed andando oltre alla semplice pesatura statistica. Le soprese e le conferme non sono finite. Tra le conferme abbiamo che il design, nella sua accezzione estetica, è un elemento che non stanca l'acquirente. Se a furor di popolo questo aspetto viene dichiarato come uno di quelli per il quale esiste maggiore soddisfazione dopo che l'auto è stata usata, possiamo immaginare quanto lo è stato quando l'automobilista si è avvicinato per la fase di decisione di acquisto. Certo il design tocca corde pesonali, dove il nostro automobilista si mette in gioco in prima persona e dove magari è poco disposto a mettersi in discussione, ma la cosa importante è che le persone che difendono la scelta estetica sono tantissime e lo fanno spontaneamente senza nessuna richiesta in particolare. Se non fossero state veramente soddisfatte su questo aspetto potevano tranquillamente non citare l'argomento nella scheda di valutazione. Altro aspetto interessante nell'area della soddisfazione è la valutazione di aspetti legati al motore ed alle prestazioni e, questa è una sopresa, ai consumi. Quindi le 35 auto sono promosse per gli aspetti fondamentali legati a ciò che c'è sotto il cofano. Anche la tenuta di strada raccoglie consensi positivi. Buona è l'abitabilità ed il confort: aspetti legati generalmente sia alla spaziosità sia ai sedili. A questo punto vengono le note dolenti: bocciate sono le finiture, la qualità (in generale) e gli accessori. La silenziosità è l'elemento valutato più negativamente. Esce uno spaccato molto interessante, è come se le auto fossero promosse negli aspetti basilari (un'auto che “vada bene”, che consumi poco e che piaccia) mentre è sugli aspetti legati alla personalizzazione, alla ricerca della qualità dove vengono segnalate delle carenze. Facendo un paragone con la casa è come se ci si trovasse in una situazione quando la casa è stata acquistata, assieme all'arredamento importante, quello che risponde a necessità essenziali. Ora mancano i complementi d'arredo. Oggetti che tanto banali non sono, che fanno spesso la differenza tra una casa senza carattere ed una casa con personalità. E per capire quanto i complementi d'arredo siano importanti basta andare un giorno all'Ikea. La silenziosità in se può rappresentare oltre che un'area di insoddisfazione anche un desiderio di trovare la pace in mezzo al traffico, magari dopo una giornata caotica in ufficio. Poi, se proprio vogliamo completare il racconto, possiamo trovare una serie di aree per le quali non rileviamo un particolare intreresse da parte dei clienti (sono citate per un numero limitato dei 35 modelli) e che tutto sommato non accontentano ne scontentano. La sintesi: Se proprio fossimo costretti a dare un consiglio a chi produce auto, diremmo: quello che c'è ora sotto il cofano va bene, non insistete più perchè si tratta ormai di aspetti che vengono giudicati già positivamente. State facendo belle auto, o quanto meno auto che piacciono a chi vi acquista. Concentratevi invece sul concetto esteso di dettagli e personalizzazione: migliori finiture, più qualità, accessori validi e che rispondano effettivamente alle necessità dell'utente. Quindi insomma oltre che fare bene le carrozzerie e motori ora cercate di dedicarvi ai materiali, all'attenzione ai dettagli, agli accessori veramente importanti....e che funzionino con semplicità. In conclusione, dopo avere studiato molto bene come fare l'auto ora studiate bene l'automobilista, che non è solo un cliente ma una persona con le sue peculiarità, le sue esigenze personali, le sue esigenze di qualità e il desiderio di essere riconosciuto unico.
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